La storia della societa'
L'associazione G.S. Brixia nasce il 17 marzo 1989 grazie all'impegno di Gilberto Pozza e di un brillante gruppo di atleti disabili della provincia di Brescia.Il gruppo sportivo, dedicato soprattutto allo sport dei non vedenti, nasce per alcune esigenze di carattere organizzativo, come la necessita' di iscriversi alle federazioni sportive in modo da garantire agli atleti soci la partecipazione agli eventi agonistici promossi sul territorio nazionale, per realizzare a pieno ed in totale sicurezza le ambizioni sportive di questi atleti, appassionati, ma oggettivamente svantaggiati.
Non sono state solo di carattere tecnico pero' le motivazioni che hanno portato alla nascita del G.S. Brixia, ma anche e soprattutto motivazioni sociali. Prima della nascita di associazioni come questa, era ben ardua per un atleta disabile l'impresa della propria realizzazione sportiva: tuttora infatti essa dipende da molti fattori quali l'esistenza di strutture disponibili e adatte ad accogliere gli atleti disabili, la presenza e la preparazione di allenatori-guida che accompagnino gli atleti nel loro percorso agonistico e non, gli stanziamenti economici dedicati a questo tipo di attivita', che, pur ricche di umanita', non appagano il mercato sportivo che vive della visibilita' degli sponsor che non sempre le squadre di atleti disabili possono soddisfare a causa dello scarso interesse dei mass media.
Queste sono solo alcune delle forti motivazioni che hanno portato i fondatori alla creazione del G.S. Brixia; tutti atleti non vedenti che avevano alle spalle la comune esperienza di aver conosciuto la difficolta' di ottenere attenzione e sostegno dalla societa', attenzione e sostegno che in gruppo hanno saputo ottenere e guadagnarsi, garantendo cosi' anche appoggio ai piu' giovani e sicurezza alle famiglie dei giovanissimi aspiranti atleti disabili che altrimenti non avrebbero saputo a chi rivolgersi.
Nei vent'anni di lavoro del G.S. Brixia sono state numerose le attivita' sportive proposte: in ordine temporale ricordiamo il tandem, l'atletica, il nuoto ed il judo.
Quello del bresciano e' un territorio famoso per il ciclismo, motivo per cui non poteva certo mancare l'organizzazione di attivita' ad esso dedicate: ecco quindi che numerosi atleti non vedenti hanno potuto allenarsi in tandem, posti sul sellino posteriore di questa particolare bici da corsa, per raggiungere insieme alle loro guide dei risultati molto importanti come le medaglie degli equipaggi bresciani alle paralimpiadi di Atlanta '96, tra cui una medaglia d'oro per velocita' pista, una medaglia d'argento per velocita' equipaggio misto in pista, una medaglia d'argento per la prova in linea 120 km.
Entusiasmanti anche le attivita' legate all'atletica leggera in cui l'atleta non vedente corre i 200 m, i 400 m, il mezzo fondo unito alla sua guida da una cordicella che le permette di direzionare l'atleta facendo ben attenzione a mantenersi sempre mezzo passo dietro di lui per non "tirarlo". Elettrizzanti le prove delle gare di velocita' come i 100 m o il salto in lungo, in cui e' importante che l'atleta non vedente corra da solo per avere una maggiore agilita' e quindi guidato nella corsa solo dalla voce della sua guida che lo richiama posizionandosi di fronte a lui o nella buca del salto in lungo. Nel lancio del peso e del giavellotto addirittura l'atrleta, una volta acquisita la tecnica, gareggia in totale autonomia.
Ultimi, ma non per importanza, il nuoto ed il judo che hanno la caratteristica comune di limitare il movimento dell'atleta non vedente in uno spazio ben delineato (la piscina ed il tatami) permettendogli di svolgere l'attivita' sportiva in totale sicurezza, ma soprattutto in totale autonomia.
Oltre che dal punto di vista strettamente sportivo queste attivita' sono molto importanti per la vita dei disabili che attraverso lo sport possono scoprire capacita' mai sperimentate prima, migliorare la percezione di se e dell'ambiente circostante, acquisire maggiore sicurezza nel movimento e nell'orientamento, senza contare la capacita' di integrarsi e relazionarsi che l'appartenenza ad una squadra puo' trasmettere.
In questi vent'anni tutto il lavoro del G.S. Brixia, reso possibile anche dalle strutture messe a disposizione dal Comune di Brescia e alcuni comuni della provincia come il Comune di Rezzato, ha contribuito al diffondersi di queste attivita' prima pressoche' sconosciute alla societa'. Il risultato e' che oggi molte strutture sono piu' sensibili allo sport per i disabili e cercano di andare incontro anche alle esigenze dei soggetti piu' svantaggiati.
Vent'anni di storia quindi che racconta lo sport con i disabili a Brescia, quello sport con la "S maiuscola" che vive di passione, di integrazione e di quelle soddisfazioni che solo lo sport puo' dare, soddisfazioni che non fanno differenze tra chi e' "normale" e chi e' "diversamente normale".
Noi giovani atleti saremo orgogliosi di continuare a raccontare questa storia cosi' come saremo orgogliosi di continuare a viverla, sperando cosi' di proseguire negli intenti di chi ha creato il G.S. Brixia portando avanti un messaggio di solidarieta' che attraverso lo sport vale piu' di tante parole.
Daniela Fiordalisi